C’è chi mette un cartello: Per favore non oscuratemi il soggiorno, parcheggiando il furgone qui davanti dal venerdì al lunedì.
Carino! Carino, ma siccome abito al piano terreno, toccasse anche a me mi incazzerei non poco.
C’è chi vorrebbe riunire in seduta permanente il Comitato Centrale. Solo che al C. C. c’è stato un assassinio, di massa questa volta. Assassinio di massa si dice strage e noi, che ancora non abbiamo il nome / i nomi di quella di Portella, vorremmo – subito! -un colpevole per questa.
E Pilato si rivolse alla folla e chiese: Chi volete libero, Barabba o Gesù.
E la folla rispose: Barabba libero e Gesù stopper
Eh! la folla....
Gli stessi che un anno fa applaudivano al vittoriniano garofano rosso stretto nel pugno e all’elegante completo marrone della terza carica dello Stato, stavolta l’hanno fischiato e mandato degli urlacci, costringendolo ad un mesto silenzio senza sorrisi. C’è del casino là dentro e lo sanno tutti, purtroppo, che non se ne esce [Una bella “scoperta” da Thu, con quel nickname così storicamente anarchico]
C’è chi scrive delle belle storie sulla sua “Luna e i falò”, ma fa freddo, è una primavera fredda quassù al nord. (O, forse, è normale che sia così, mi ero abituato male).
E’ Cecilia a dire che dà l’impressione d’essere città fredda, per quel che ne scrivo io, evidentemente. Bah! fredda o no questa era una bella città, non me ne andrei.
L’ultima pagina che ho letto stanotte era di Pennac, l’ho rivissuta, pari pari, questa mattina: "Mio figlio s’impegna. E’ un bravo ragazzo". Sì, lo so signora. Abbiamo in comune la fabbrica e l’odio per la matematica. Per combinazione la “stessa” fabbrica, la stessa matematica.
C’è chi ci racconta chi sono Fini e Alemanno... Vabbè, c’è sempre chi non lo sa, ma intanto i buoi sono andati e chiudere i battenti della stalla non ha più senso (anche perchè c’è da sperare che qualcuno di loro rientri, dopo aver vagato un po’).
La comunicazione su Internet.
E’ un po’ come in Storia d’amore e d’anarchia, Giannini era andato lì per fare un attentato, se non avesse incontrato la Tripolina...
[Sì, però, la Werthmuller..., Ne hai anche un ricordo sgradevole].
Vero.
Meglio Bianciardi, La vita agra (il post di tre giorni fa) C’era da far saltare il “torracchione”, invece...
“Io resto lì mezzo coricato, coi pensieri sempre più nebbiosi. Mentre si guardavano soffiò la granata del bengala, e tracciò il suo arco iridescente e sbottò nel paracadute. Dev’essere così: quel plopped è uno sbottò. Ma più avanti come la metto? E’ lo stesso plopped, no? Dice: the soft blob of light plopped and burst on the open page. E’ quando Grannon sta leggendo Gil Blas, lo ricordo. La morbida bolla di luce gocciò e si ruppe sulla pagina aperta. Come quella che spenge Anna prima di venire nel mio letto. E anch’io, tra poco, sbotto e goccio. Dunque quel plopped va bene così, no? Poi il sonno è già arrivato e per sei ore io non ci sono più.”