musica mauro

SCUOLA SERALE

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Insegnante di Lettere e Storia, tessitore di memoria

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sabato, 04 luglio 2009

A CHI PARTE PER LE PUGLIE

e ci lascia qui, in attesa...
(forse si fermeranno prima del Salento, ma insomma...)



buone vacanze
postato da: musicamauro alle ore 19:59 | link | commenti
categorie: musica, vacanze, salento, tempo destate, albumdifamiglia
venerdì, 03 luglio 2009

ANCORA NON SI DECIDE

a farmi diventare nonno


mi sa che sta troppo bene dov'è
postato da: musicamauro alle ore 20:30 | link | commenti (8)
categorie: albumdifamiglia
giovedì, 02 luglio 2009

DISCHI ED ALTRE CHIACCHIERE

Cosa di nessun conto (ma sempre indicativa è).
Assolato capoluogo piemontese, unica città che resistendo all’attacco della destra ha consentito alla Provincia di rimanere a sinistra. Quartiere centro, la via degli studenti e dell’Università, uno dei pochi posti dove si sorride ancora, speranzosi. E’, da tempo immemorabile, la via dei cortei “ufficiali”, del cinemino di Pavese, dei negozietti alternativi cari alla Francy (ma mica solo a lei, ahimé), dei caffè risorgimentali, della vecchia sede del PSIUP, del Palazzo degli Stemmi crollato e risorto e poi dell’Angelo Azzurro. Bella via, contraltare al frenetico compra compra di via Roma e via Garibaldi. Negozi abbordabili, anche dischi a metà prezzo.
Sto lì che cerco un vinile (quello che diceva Thu’ stamattina), mentre fuori sotto i portici chiacchierano amici e proprietari del negozio. Colgo dei brani ogni tanto, perché in verità cerco anche per me (vedi mai ci fosse qualche chicca! Quei dischi che non compera più nessuno …, talvolta ho fatto centro.).
Fumano chiacchierando nell’afa crescente del pomeriggio. Poco fa parlavano dei call-center, dell’asfissiante martellamento telefonico. Dice che ormai lui li insulta direttamente appena alza il ricevitore. Sostanziale consenso dell’uditorio, risate.
Io mi distraggo con i Nomadi (– chissà, … questo a Francy potrebbe piacere).
Evidentemente il consenso non era unanime, perché l’insultatore a priori adesso ha appena finito di dire una frase storica, di quelle che troncano ogni replica possibile agli astanti: - Non è colpa mia se hanno voluto tutti studiare da insegnanti, facciano un altro lavoro invece di lasciarlo fare ai rumeni.
Lascio i CD e vado allo scaffale dei padelloni. Ci sarebbe un bel disco di Serge Reggiani (un italiano che lavorava in Francia, a proposito di quel che stan dicendo lì fuori), sei euro, non è tanto, ci sono anche i testi…
Ma no, oggi non compero niente.
Là fuori han fatto il nome di una delle più grosse ditte di costruzioni della provincia (la conosco persino io), lui dice che all’amico suo han fatto una proposta più o meno così: - O ti prendi questi mille euro e vai a lavorare in Calabria, oppure …
L’assist è raccolto al volo con un’altra frase storica: - Fanno bene i rumeni ad accettare.
Eppure io son sicuro che lui è uscito da una delle scuole superiori di questa città, 10 – 15 anni fa non di più. Dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori, sono certo, qualcuno dei miei colleghi gliene ha parlato (lui, quotidianamente immerso nel Fantacalcio e nell’organizzazione di serate ai Muri o di partite a calcetto, non dà l’idea d’aver studiato granché, però deve averne sentito parlare).
Quel che non capisco è perché nei sacchetti dentro ai quali ti porti via gli acquisti continui a far bella mostra di sé la scritta: Materiale Resistente, fin nel ‘94 quando fu aperto il locale. Ed io che avevo sempre pensato che si rifacessero al film e al concerto!
Ingenuo che sono.
postato da: musicamauro alle ore 21:45 | link | commenti
categorie: attualità
mercoledì, 01 luglio 2009

PER SIMPATIA

deboraMa che belle scarpette, signorina!
Le stesse che indossava stamane nella foto di Repubblica (pag. 15).
Beh, di questi tempi, un abbigliamento così poco glamour è un punto a suo favore ...
Mi risulta l'unico, però.
Capisco che possa preferire Franceschini a Bersani (mi sa che venite tutti e due da un oratorio ... Che non è un difetto, sia chiaro, ma non può neanche essere elemento caratterizzante la carta d'identità del Pd), ma di qui a dire che lo voterà per simpatia ...
Comunque, fra i grandi temi sui quali ha discusso con Franceschini mi pare che vi siate scordati il lavoro, inoltre consideri che un congresso di partito è fatto anche per definire l'organizzazione del medesimo, e non è che si possa tenerlo in piedi via Internet e con qualche comparsata in TV.
Lei dice che non vuol dividere il partito (anche perchè la fetta è sempre più stretta, dico io), ma il linguaggio che lei usa verso Bersani e D'Alema a me ricorda i congressi degli anni '50, anche se quei protagonisti là (da entrambe le parti) avevano scarponi ben più rodati delle sue paperine col bottoncino.

La canzone (qui la cover in italiano) non è così fuori luogo, no?

postato da: musicamauro alle ore 17:17 | link | commenti (11)
categorie: partito democratico, serracchiani
lunedì, 29 giugno 2009

H

[Ormai mi scrivo e mi commento da solo]

La mia maestra di scuola elementare portava un grembiule nero, era alta e robusta e somigliava un poco alla mia mamma. Anche lei aveva una figlia, pressappoco dell’età di mia sorella, e quella bambina fu la prima ragazza che (per incarico datomi, assolto con il massimo senso di responsabilità) accompagnai ad un cineforum. La presi per mano e scendemmo in palestra col resto della mia classe. Non mi ricordo il titolo del film.

Dopo le cinque vocali, cinque come le dita, come i sensi, come i mari che circondano la Penisola, passammo alle consonanti: b come banana (non è che se ne mangiassero tante, all’epoca, ci erano più familiari le mele), c come cane, d come dado (non Knorr o Star o Lombardi, ma quello a sei facce per giocare al Gioco dell’oca) f come farfalla (ce n’erano, nei prati compresi fra fabbriche e case IACP ce n’erano ancora) g come gelato (se stai buono ti compro un cono da trenta lire)… h….
L’acca è muta diceva la maestra. E quello era il momento di imparare il ghi e il ghe, il chi e il che. Del ghiro (mai visto) avevi però già sentito parlare, il gheriglio diventava parola nuova da aggiungere al lessico, la chiesa la conoscevi; per il che, invece, escludendo la chela (linguaggio settoriale, o da ricchi consumatori di crostacei) e la chemio (allora si moriva senza conoscerla) non restava che l’invisibile (inesistente) cherubino.

Passarono gli anni (e dove corre il tempo chi lo sa) e con essi molte altre possibilità inesplorate, il che di cherubino divenne anche pronome relativo, congiunzione, aferesi di perché, ma soprattutto divenne (ma siamo già dopo la terza media) “il Che”.

Era un’altra epoca, lo so. Epoca in cui si leggeva e si scriveva. Ma credo che nessuno dei miei insegnanti di allora abbia mai avuto in sorte la disgrazia di leggere una frase come questa: “Spero che l’esempio simbolo della caduta di Berlino (sic, intendeva dire il Muro, ma…) e il simbolo del rivoluzionario ormai famoso Ce Guevara sia di buon auspicio per un futuro democratico in tutti quegli stati ancora schiacciati dal totalitarismo”.

Ce Guevara stava in un tema dell’esame di stato di un privatista, ripetuto pari pari, quattro righe più sotto.

Che voto gli debbo dare?

Io intanto mi ascolto qualcosa.
postato da: musicamauro alle ore 21:46 | link | commenti (9)
categorie: scuolaserale, maturità 09
domenica, 28 giugno 2009

SE DOMANI ARRIVO TARDI PER LA 3 PROVA...

ecco il perchè

postato da: musicamauro alle ore 22:22 | link | commenti (1)
categorie: cinema, terrorismo, sindacato, comunisti

PIOMBINI

piombiniLa prossima volta andranno al luna-park (coi fucilini ad aria compressa).
postato da: musicamauro alle ore 15:26 | link | commenti (5)
categorie: partito democratico
sabato, 27 giugno 2009

VOCI DI DONNE

lei la si può trovare su You Tube, ma a me piaceva anche questa versione che avevo in casa.
postato da: musicamauro alle ore 23:22 | link | commenti
categorie: caterina bueno
venerdì, 26 giugno 2009

E SE NON FOSSIMO MAI ANDATI VIA?

117500213dHQjaF_fsvabbè...
La notizia è
qua.
postato da: musicamauro alle ore 16:38 | link | commenti (2)
categorie: domande risposte

INNAMORAMENTO E AMORE



No, non avevo turni di assistenza dopo le sette ore di ieri, ma io sono uno di quelli a cui piace la maturità (anzi: il “tempo di maturità” a dire il vero), e poi avevo promesso agli ultimi due che avrei stampato la loro tesina e che l’avrei masterizzata su CD.
Sembra d’essere nei corridoi di un ospedale, reparto “ultimo stadio”. Con qualcuno non ci si vedeva dai tempi dell’ultimo scrutinio, ma le domande sono le stesse, ansiose e ricorrenti: Come va? Ci sono novità?
Informo tutti, socraticamente. La data di morte è già fissata, ma al bar della scuola – per ora - ci facciamo di caffè e succhi d’arancia. Per la cicuta c’è tempo, ancora.
Sul disegno della mia maglietta la barista sbarra gli occhi, scandalizzata (non so se vero o falso, mi parea). Però un po’ la capisco: quel pittore viennese da Fin de Siecle, che rifiutò l’estetismo della Secessione, non è certo uno che lasciava intuire, tuttavia è ben curioso che l’osservazione sulla presunta impudicizia venga da lì. Perché sia davanti che dietro a quel bancone ho spesso ascoltato gente propensa a discettare (ed eventualmente ad invidiare) ogni cm quadrato di pelle scoperta da Cristina del GF, ma se il prof di Lettere arriva con due signorine stampate sulla T-shirt … è scandalo. [che, a pensarci bene, io credo che lo scandalo stia nella non corrispondenza (stando a quei canoni) fra la mia età, il mio ruolo e la mia maglietta. Non nelle due ragazze nude]. Comunque …, c’era Filippo, reduce dall'ennesima vacanza (stavolta sulle rive del Danubio), e ci ha pensato lui a spiegare chi era Egon Schiele.
[questa non mi piace, questa un po' di più. Questa mi piace].
postato da: musicamauro alle ore 13:19 | link | commenti
categorie: scuolaserale, maturità 09